1978-2018 L’opera di Alessandro Volpi a 40 anni dalla scomparsa @GAMeC PISA

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Periodo
dal 29 set 2018 al 24 ott 2018

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Luogo
GAMeC CentroArteModerna di PISA
Lungarno Mediceo,26
Pisa

Categoria evento

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Dettagli evento

1978-2018 L’opera di Alessandro Volpi a 40 anni dalla scomparsa

Dal 29 settembre al 24 Ottobre 2018

INAUGURAZIONE Sabato 29 Settembre 2018  ore 18,30

a cura di Massimiliano Sbrana

Patrocinio : Comune di Pisa

Promosso: Archivio d’Arte -  Collezione CentroArteModerna / 14a Giornata del Contemporaneo (GdC) – AMACI / Progetto Itinerari Artistici Pisani

Artista presente : Alessandro Volpi

Sede : GAMeC CentroArteModerna di Pisa – Lungarno Mediceo, 26 Pisa – www.centroartemoderna.com – tel +393393961536 ( Telegram ,Whatsapp)

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1978-2018 L’opera di Alessandro Volpi a 40 anni dalla scomparsa

Si inaugura Sabato 29 Settembre 2018 alle ore 18,30 a cura di Massimiliano Sbrana. presso la GAMeC CentroArteModerna di Pisa (Lungarno Mediceo n.26), la mostra “1978-2018 L’opera di Alessandro Volpi a 40 anni dalla scomparsa” promossa da “Archivio d’Arte -  Collezione CentroArteModerna” , “14a Giornata del Contemporaneo (AMACI)”  e Progetto “Itinerari Artistici Pisani” .

Gli ITINERARI ARTISTICI PISANI realiizzati e curati da Massimiliano Sbrana in collaborazione con “Archivio d’Arte -  Collezione CentroArteModerna”, sono un ciclo di rassegne che raccoglie opere tra olii, tecniche miste e disegni attraverso cui si cercherà di analizzare gli itinerari artistici intrapresi dagli artisti pisani, non più singolarmente ma in maniera organica e complementare agli altri artisti presenti nel territori nello stesso periodo (seconda metà del Novecento) con lo scopo finale di analizzare e formalizzare quella sorta di “Movimento Arstico Pisano” che non è mai stato riconosciuto forse fino ad oggi.

Alessandro Volpi ha rappresentato e ancora rappresenta un alto momento culturale e artistico che Pisa è riuscita ad esprimere a partire dalla seconda metà del Novecento. Pur avendo una matrice culturale comune a molti pittori toscani, Volpi ha però intrapreso un percorso / itinerario completamente diverso ed autonomo sia per tecniche che per (anche se parzialmente) per tematiche; in ogni caso lasciando una importante ed indelebile traccia sul territorio e nella popolazione non solo nel periodo in cui Pisa li ha visti operare.

ALESSANDRO VOLPI (Pisa 1909-1978)
Autodidatta, la sua biografia è segnata da importanti date. Con gli anni cinquanta l’ascesa dapprima italiana a Grosseto e a Milano, quindi europea attraverso il lavoro della Galleria Burdeke di Zurigo. Si infittiscono i premi, le rassegne, le mostre personali. Nel 1971 esce la prima monografia, a cura di E. Mercuri. Siamo nel pieno della maturità artistica ed il linguaggio pittorico di Volpi si precisa sguarnendosi delle insistenze illustrative. Linguaggio che nel proseguo della carriera resterà sostanzialmente immutato, privilegiando alternativamente la sedimentazione materica e la nerbatura plastica, il volume compiuto in un impianto architettonico e la composizione per masse di confini imprecisi, il colore tonalmente registrato e il cromatismo dai timbri intensi.
Sue opere sono in numerose collezioni Italiane, europee e Nord Americane oltre ad essere presenti anche nella collezione della Fondazione Palazzo Blu di Pisa.

Ha scritto di A. Volpi il critico Prof. Plinio BIanchi:
” … Alessandro Volpi nacque nel 1909 in una casa di campagna nella vicina periferia della città. Figlio di contadini ereditò l’amore per la natura e soprattutto un’antica saggezza. Fin da giovanissimo sentì fortemente la passione per il disegno e la pittura dedicandosi allo studio dal vero, da autodidatta accorto e sensibile. Rimase sempre un po’ schivo e modesto, ma fu un uomo dalla profonda capacità di riflessione. Nelle sue prime esperienze figurative tenne conto delle indicazioni e di certi risultati raggiunti negli ambienti artistici pisano versiliesi degli anni ´30, ma fu anche attento al post-macchiaiolismo toscana (1930-1932).  Nelle opere che vanno dal 1932 al 1942 domina una resa plastico formale, sostenuta da un forte sentito “realismo”. Durante la seconda guerra mondiale fu prigioniero in Algeria da cui, alla fine del 1944, riuscì a portare una serie di disegni dal tratto incisivo, carichi di drammatica tensione.  Poco dopo il ritorno dalla prigionia, Volpi,  poté riprendere con nuovo impegno  a dipingere, per portare avanti e approfondire la ricerca interrotta, verso un linguaggio più autonomo ed appagante. Le opere che vanno dal 1945 circa al 1965 testimoniano la volontà del Volpi di raggiungere soluzioni più libere avviate ad una maggiore concisione formale. L’opera “Sul mare” del 1964 rappresenta il momento più significativo del linguaggio nuovo di Volpi, risolto in un’accentuata deformazione figurativa, mossa e articolata. Un approdo felice. Nacquero quelle figure “simulacro” in composizioni di richiamo “arcaico mistico” come ha scritto Alfonso Gatto. Nelle opere che vanno dal 1964 al 1978 , Volpi affida a questo suo nuovo linguaggio, senza più alternarne gli stilemi, in uno svolgimento coerente ed unitario, le emozioni, le declinazioni della sua sensibilità, trasformandole nei suoi personaggi. Questi così esili e delicati, sostenuti da una grazia tutta moderna, immersi “in un’atmosfera liquida da sott’acqua nei bellissimi azzurri verdi, negli aranci, nei rossi, nei gialli …  sembrano agire in uno spazio senza tempo, si fanno simboli di un’esistenza lontana, ma ancora attuale, presente … Non sono però mai  distaccati dalla vita; di essa infatti riaffermano, in chiave di solenne liricità, i valori antichi e perenni: amore, gioia, dolore, rispetto, disunita”.  Nel 1975 dopo, numerose le mostre  personali  (a Pisa in particolare al CentroArteModerna) a livello nazionale (nel 1963 gli era stata conferita anche la medaglia d’ora della Camera dei Deputati)  fu invitato a preparare le scenografie per la “Forza del destino” all’Arena di Verona, che portò a compimento con successo. Sempre a Verona gli fu, poco dopo organizzata un’antologica nel Palazzo delle Gran Guardia, presentata in catalogo da Alfonso Gatto. Nel 1977 fu chiamato ad eseguire, nella sala delle conferenze dell’Ex monastero delle Benedettine quattro tempere murali sul tema “Le Arti e i Mestieri”.  Fu la sua ultima importante opera. Si spense, dopo breve malattia, nel luglio del 1978. Dopo alcuni anni (1983), fu allestita a Palazzo Lanfranchi  una grande mostra retrospettiva con la consulenza di Nilvano Sbrana che da oltre un ventennio seguiva e sosteneva l’opera di Volpi, seguite da altre importanti mostre retrospettive in Italia (Galleria Senato – 1986 – Milano) ed in particolare a Pisa presso il GAMeC CentroArteModerna.di Pisa (testo di  P. Bianchi  tratto da  “Er Gobbo”)
Questa nuova retrospettiva-antologica vuole essere allora un  omaggio della città nel centenario delle nascita ad Alessandro Volpi per i suoi meriti artistici ed un invito per una più approfondita conoscenza della sua produzione, compiuta in quasi cinquant’anni di spassionato ed esaltante lavoro.”

La mostra è inserita nelle manifestazioni nazionali della Quattordicesima edizione Giornata del Contemporaneo – GdC (sabato 13 ottobre 2018) promosso da AMACI ogni anno per portare l’arte del nostro tempo al grande pubblico.

Altre informazioni sul sito: www.centroartemoderna.com . Per appuntamenti tel +39 3393961536 ( Telegram ,Whatsapp) .

La mostra proseguirà fino al 24 Ottobre  2018.

(ingresso libero).

Orari: 10-12,30 / 16,30-19,00 (feriali); Domenica 30 Settembre 2018 17,00-19,30 (festivi telefonare) ;  chiuso lunedì .

Ufficio stampa:
Massimiliano Sbrana
mobile +39 3393961536
e-mail mostre@centroartemoderna.com
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Si autorizza la pubblicare testi e immagini relativi alla mostra IN OGGETTO. Si dichiara che per le immagini e per i testi contenuti nel predetto comunicato non esistono  VINCOLI SIAE NE’ VINCOLI DI ALCUN TIPO.
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