About Genoa. I ritratti di Elisabeth Cyran

About Genoa. I ritratti di Elisabeth Cyran

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Periodo
dal 15 giu 2017 al 25 giu 2017

Consulta i Dettagli evento
per orari e giorni di chiusura.

Luogo
Spazio46 di Palazzo Ducale, Genova
piazza Matteotti
Genova

Categoria evento

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Dettagli evento

Giovedì 15 giugno alle 18.00 allo Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova si inaugura la mostra About Genoa. I ritratti di Elisabeth Cyran, presentazione a cura di Stefano Bigazzi.

La mostra della pittrice polacca è un omaggio a Genova, la città in cui vive dagli anni novanta.

Tra i ritratti proposti, quelli di tre grandi genovesi: Don Andrea Gallo, Fabrizio De André e Edoardo Sanguineti, che più di tutti rappresentano il cuore e l’anima della città.

La mostra rimarrà aperta  tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00 fino al 25 giugno. 

 

Presentazione di Stefano Bigazzi

Visitazioni, rivisitazioni. La galleria di ritratti che Elisabeth Cyran dispone nello Spazio46 di Palazzo Ducale è un repertorio curioso, i cui soggetti si avvicinano alla realtà per lambirla e specchiandovisi ne emergono in una sorta di dimensione parallela. Sembrano verosimili ma non pretendono di esserlo, l’autrice anzi interviene sui personaggi raffigurati estraendoli dal contesto in cui sono stati colti e ne restituisce un’immagine ricontestualizzata, il cui risultato va assai oltre un semplice trasferimento di persone tra cose. Cyran ricostruisce l’ambiente – individuandolo secondo un’operazione concettuale e insieme espressionista – attribuendo a esso un forte legame col soggetto, che in qualche modo torna in un suo luogo abituale (professionalmente parlando) definito per affinità culturale. Alle spalle di Edoardo Sanguineti, per esempio, si staglia uno scorcio dell’Università genovese, mentre il poeta si presenta disteso in un sorriso di inaspettata dolcezza. Più che figurazione è trasfigurazione, se ne ha conferma con don Andrea Gallo, il fondatore della Comunità di San Benedetto, cui viene accostato il frammento simbolico di un’architettura tradizionale del medioevo genovese, simbolo lontano dal credo centrifugo del “prete da marciapiede”. Piace all’artista una visione frontale, di impronta fotografica, dalla quale trae l’idea di fissità, tale da confermare questa sua istantanea in qualche modo ricostruita, nell’attribuzione di un paesaggio a un volto. Così sviluppando il suo personale album Elisabeth Cyran coglie in ciascuno degli attori rappresentati una particolare emozione: cerca di rappresentare negli sguardi, nella postura, nei sorrisi appena accennati l’intensità emotiva evocata e dunque percettibile. Tutto questo, appunto, attraverso una tecnica che guarda alla pittura rinascimentale e in qualche modo, e con originali sfumature, al barocco, in una reinterpretazione teatrale (come, ad esempio, il “Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jam van Eyck ma anche il contemporaneo dipinto – 1930 – di Grant Wood “American Gothic”, la cui notorietà appartiene all’essere stato utilizzato come fortunata copertina per l’edizione italiana della raccolta poetica di Edgar Lee Masters, “Antologia di Spoon River”.

In tali allestimenti compositivi la pittrice polacca elabora un percorso narrativo autonomo dalla realtà dei personaggi, ne esalta i dettagli e i contrasti luminosi in una cornice cromatica di forte impatto visivo, senza tempo.


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