CORPORALE

Mappa non disponibile

Periodo
dal 24 gen 2020 al 26 gen 2020

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per orari e giorni di chiusura.

Luogo
Spazio Samà
via zamboni 72
bologna

Categoria evento

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Dettagli evento

CORPORALE
L’uomo desto e cosciente dice: Io sono corpo e niente altro al di fuori di ciò: e l’anima non è niente altro che una parola per significar qualche cosa che si trova nel corpo.
Il corpo è un grande sistema, una cosa molteplice con un senso solo (…) “Io”, dici tu, e vai superbo di questa parola. Ma più grande ancora – e tu non vuoi crederlo – è il tuo corpo e il suo sistema; esso non dice “Io”, ma è “Io”.
Dietro ai tuoi pensieri ed ai tuoi sentimenti, o fratello, sta un potente dominatore, un savio ignoto – che si chiama il proprio essere. Egli abita il tuo corpo: è il tuo corpo. Così parlò Zarathustra.
Friedrich Wilhelm Nietzsche

Il corpo nella storia dell’arte è il soggetto più antico: sin dalle prime forme di rappresentazione, il corpo umano è il soggetto delle diverse pratiche artistiche. Senza il corpo non ci sarebbe l’arte stessa, così come tutto ciò che è prodotto umano.
L’uso del corpo come soggetto/oggetto assume oggi intenti e significati molteplici , talvolta opposti. Dall’indagine sulla forma fino alla sua trasfigurazione, dalla valenza individuale, sociale o politica, il corpo continua ad esser simbolo.
Il simbolo, come indica il verbo greco sym-bállein, è composizione.
Corporale, attraverso le opere delle tre artiste esposte, racconta l’”Essere corpo” nell’accezione fisica, materica e metaforica.
Le immagini fotografiche di Emanuela Sforza, con l’essenzialità di bianchi e neri fortemente contrastati, ritraggono corpi di grandi danzatori, in cui emerge la vicinanza con la scultura ed il linguaggio plastico. Per lei, affascinata dall’essere umano che comunica con un linguaggio gestuale, fotografare la danza è cogliere l’essenza, la perfezione formale dell’azione; è esternare il suo amore per l’arte e per chi la crea.
Le tele di Isabellangela Germinario mostrano corpi sospesi, frammentati, strappi fisici, collegati da fili, che diventano rappresentazione figurata di instabile precarietà.
Valentina Crasto, con filo di cotone su tela, compone immagini di corpi che nella loro tattilità evocano un femminile inteso come qualità intima, presente in ogni esistenza umana. La sua performance “Opera: primo studio” racconta il dialogo tra corpo fisico, materia e forma.
Corpi, seppur nella diversità dei percorsi artistici, intesi come poesia nel senso di poièsis. Corpi come atti creativi.

OPERA: primo studio
Dialoghi tra corpo, materia e forma.
Performance di Valentina Crasto e Sara Giordani
Musica: Sergio Altamura

ORARI DI APERTURA:
Inaugurazione VENERDÌ 24 GENNAIO ore 19.00
(ore 20.30 Performance “Opera: primo studio”)
SABATO 25 GENNAIO ore 18.00-24.00
(ore 20 Performance “Opera: primo studio”)
DOMENICA 26 GENNAIO ORE 11.00-16.00

L’esposizione di Emanuela Sforza si prolungherà fino a domenica 1 marzo (dal 27 gennaio visite su appuntamento)

associazionesama@gmail.com
3356944026
SPAZIO SAMÀ, via Zamboni 72 Bologna


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