Enrico Magnani, Supernova. Birth to Life – Vita alla Vita

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Periodo
dal 7 set 2017 al 6 ott 2017

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Luogo
Istituto Italiano di Cultura
500 N Michigan Ave #1450
Chicago

Categoria evento

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Dettagli evento

Dopo la residenza artistica presso lo Zhou Brothers Art Center di Chicago e il grande successo della mostra antologica allestita a Reggio Emilia, Enrico Magnani presenta presso l’Istituto Italiano di Cultura di Chicago, dal 7 settembre al 6 ottobre 2017, una collezione di opere inedite.

“Supernova. Birth to Life – Vita alla Vita” è il titolo della mostra che raccoglie tredici grandi dipinti ad acrilico, tutti realizzati nel 2017 su un particolare pannello multistrato di cartone e alluminio. Opere in cui l’artista non tocca mai il supporto, né con le mani, né con i pennelli o altri strumenti, avvalendosi solo di getti d’aria e d’acqua che veicolano il colore.

Focalizzando l’attenzione sulla dualità di scienza e mistica, da sempre tema portante della sua ricerca, l’autore si ispira alle esplosioni nucleari che caratterizzano la fine della vita di una stella: la Supernova, simbolo di morte e rinascita, emblema della ciclicità dell’universo. «Opere in cui, si legge nel testo di presentazione, la perfezione delle linee geometriche del triangolo, del cerchio e della croce dialogano con il caos delle esplosioni di colore, creando un equilibrio tra ordine e disordine; geometrie queste che fanno parte del patrimonio culturale e spirituale dell’uomo, di quell’essenza che, riprendendo Platone, trascende la materia esistendo solo nel mondo delle idee».

«Attraverso l’esplosione dei colori, – aggiunge Alberta Lai, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Chicago – la geometria delle linee e delle forme, la danza dei riflessi di luce e delle ombre, l’artista trasmette all’osservatore l’energia cosmica primordiale, l’impulso a gioire del ciclo della vita e l’anelito alla continua palingenesi. L’invito è pertanto a immergersi nell’esperienza estetico-sensoriale, ma anche magico-mistica che la mostra “Supernova” di Enrico Magnani permette/promette al suo fruitore».

La personale, promossa e organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Chicago con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia, sarà inaugurata giovedì 7 settembre alle ore 19.00, alla presenza del Console Generale d’Italia a Chicago, Giuseppe Finocchiaro. La galleria dell’Istituto Italiano di Cultura sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00. Ingresso libero. Catalogo disponibile in mostra.

Per informazioni: Istituto Italiano di Cultura (T. +1 312 822 9545, iicchicago@esteri.it). Per approfondimenti: www.enricomagnani-art.com.

 

Enrico Magnani è un artista italiano nato nel 1972.  Approdato definitivamente all’arte dopo un eclettico percorso che lo ha visto per anni anche ricercatore scientifico nella fusione nucleare, ad un certo punto della sua carriera ha sentito l’esigenza di servirsi dell’arte per poter procedere in quei sentieri angusti della conoscenza dove la speculazione puramente razionale non basta, ed è quindi necessario attingere anche all’emozione, a quell’intuizione non irrazionale, ma “diversamente razionale” che solo l’arte, a un certo livello di sviluppo, permette di esprimere. Dopo la sua prima fase figurativa in cui dipinge esclusivamente corpi e volti con l’esplicito intento di “amplificare per scioccare”, rappresentato dalle gallerie di Milano e Nizza (1997-2003) e in alcune collettive a Venezia, Innsbruch e Palmi, Magnani entra in un periodo di transizione che definisce “Black out di significato”, ovvero una mancanza di fede nel contenuto del messaggio delle sue opere, che gli fa perdere lo slancio per le esposizioni pubbliche, ma non il desiderio di ricercare e di dipingere. Lasciata Milano per Parigi (2004-2006), lavora sempre sulla figura umana che si trasforma e diventa più pulita e simbolica. Sarà però solo in Germania, a Karlsruhe (2006-2011), che approderà definitivamente ad una pittura completamente astratta, materica e simbolica, con un messaggio più elevato e, questa volta, “degno di essere nuovamente veicolato”. Nel 2010 in Germania, sostenuto dal direttore Robert Walter, presso la Fondazione Centre Culturel Franco-Allemand di Karlsruhe presenta per la prima volta le sue opere astratte. Sempre lo stesso anno, a Torino, vince l’Internazionale Italia Arte e comincia una duratura e proficua collaborazione con il Museo MIIT e il suo direttore Guido Folco. Negli anni successivi, sotto la curatela di Guido Folco, le sue opere saranno esposte in importanti mostre collettive in diverse capitali europee (Praga, Sofia, Copenhagen, Vienna, Colonia, Berlino, Londra, Roma) a fianco di grandi nomi del panorama artistico Italiano tra cui Modigliani, De Grada, Funi, Treccani, Boetti, Annigoni, Guttuso, Messina e Sassu. Sempre nel 2010 esce il libro “Interview with Myself” in cui l’artista spiega le scelte che lo hanno portato ad abbandonare il mondo della ricerca scientifica per dedicarsi interamente all’arte, l’abbandono della pittura figurativa e il ritrovato messaggio che si prefigge di comunicare con le sue opere astratte. Nel 2011 espone per la prima volta negli Stati Uniti in una mostra collettiva alla 33 Contemporary Gallery presso lo Zhou Brothers Art Center di Chicago iniziando una collaborazione tutt’ora in corso. Sempre nel 2011 va ricordata la sua partecipazione alle mostre “Arte Italiana Contemporanea” presso l’Istituto Italiano di Cultura di Copenhagen e “L’unità dell’Arte, l’arte dell’Unità”, a Roma, presso il Complesso dei Dioscuri del Quirinale. Nel 2012 realizza una personale presso l’Altes Dampfbad di Baden-Baden (Germania) e due collettive negli Istituti di Cultura di Sofia e di Colonia. Sempre lo stesso anno comincia la sua collaborazione con l’Akbaraly Foundation con la mostra a scopo benefico “Imagine” tenutasi presso la Fondazione AEM di Milano. Nel 2013 realizza due importanti personali: “Mystical Treasures” presso l’istituto Italiano di Cultura di Stoccarda e “Harmonices Mundi” presso l’istituto Italiano di Cultura di Praga; quest’ultima ispirata alle tematiche più mistiche di Johannes Kepler e realizzando per l’occasione un’opera dedicata e donata alla città di Praga in presenza del sindaco e del corpo diplomatico Italiano. Sempre nel 2013 è da ricordare la sua partecipazione alla collettiva “Ad Aeternum” presso il Palazzo Pontificio Maffei Marescotti a Città del Vaticano. Nel dicembre 2014, presso il Museo Internazionale Italia Arte di Torino, realizza una retrospettiva dal titolo “Mystical Treasures – Opere dal 2007 al 2014” accompagnata da un catalogo antologico che raccoglie per la prima volta le opere del suo periodo astratto. Sempre nel 2014, a Vienna, presso l’Istituto Italiano di Cultura, nella collettiva “Sentieri di Pensieri”, espone per la prima volta un’opera-abito-indossata che sarà poi pubblicata dal quotidiano nazionale “La Stampa”. Nel 2015 una sua opera viene esposta nella mostra “From Picasso to contemporary artists” presso l’Oud Sint Jan Museum di Bruges, in Belgio. Nell’ottobre dello stesso anno porta il suo progetto artistico “Cosmic Hug – Connecting art and people together” alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano con un evento a favore della Akbaraly Foundation presentato da Alessandro Cecchi Paone e seguito da “Vogue Italia”. La sua disponibilità verso iniziative di Charity lo ha coinvolto a sostenere associazioni come la Akbaraly Foundation (Madagascar), United Charity (Germania) e l’Onlus RING14 (Italia). Nell’aprile 2016, su invito del direttore Giovanni Sciola, ritorna all’Istituto di Cultura di Praga con la personale “Magnum Opus” in concomitanza con il convegno accademico internazionale “Bramosia dell’Ignoto”. Nel maggio del 2016, a Chicago, presso lo Zhou Brothers Art Center, crea la collezione “Universal Flag” esposta nell’omonima personale, curata da Sergio Gomez presso la ACS Gallery. Nel novembre dello stesso anno viene realizzato il film documentario “Enrico Magnani – Mystical Treasures” che sarà diffuso in anteprima su canali nazionali il 10 gennaio 2017. Nel febbraio del 2017, con “L’oro della Terra”, mostra curata dal Prof. Massimo Mussini presso i Chiostri di San Domenico a Reggio Emilia, realizza ad oggi la sua più grande retrospettiva.


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