Fragments – I fabbricanti d’Immagini

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Periodo
dal 2 ago 2018 al 16 set 2018

Consulta i Dettagli evento
per orari e giorni di chiusura.

Luogo
Galleria Papier
Via Regina Elena 5
Sabaudia

Categoria evento

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Dettagli evento

Fragments – I fabbricanti d’immagini

opere di:

Eugenio Carmi, Iure Cormic, Tano Festa, Mark Kostabi, Martino Mazzoleni, Ugo Nespolo, Osvaldo Peruzzi, Marcello Scarselli, Achille Sdruscia.

Orari:
Lunedì 18:00 - 21:00
Martedì /Giovedì 10:00 - 13:00 / 18:00 - 21:00
Venerdì Sabato e Domenica 10:00 - 13:00 / 18:00 - 23:00

 

Per maggiori informazioni -> sito web:  Galleria d’arte Papier

 

Nell’epoca odierna le immagini hanno assunto un valore importantissimo, sono diventate uno strumento fondamentale di comunicazione ed espressione.
Nell’arte le immagini possono essere considerate come la frontiera che divide gli artisti che dispongono in ordine, non importa quale, le cose di questo mondo, dagli artisti che invece vogliono inventare le cose cui dare un ordine e per i quali l’opera d’arte è semplicemente un modo di assistere, anzi una manifestazione più che una testimonianza del loro essere. In questa mostra vogliamo prendere in considerazione questa seconda categoria di artisti, per i quali, anche se può sembrare strano, l’origine della loro arte, il motore, è la sottrazione; non sono interessati da dettagli, particolari, precisioni e descrizioni, piuttosto, l’interesse volge verso semplici forme, essenziali geometrie, frammenti d’immagine.
Solitamente quando si pensa ad un frammento, si pensa ad una parzialità di un qualcosa che oramai è stata privata della sua utilità e funzionalità. Cambiando punto di vista ed osservando il frammento con gli occhi di chi vuole inventare le cose di questo mondo per poi dargli un ordine, esso diventa l’unico collante possibile tra realtà e immaginazione: semplici geometrie (come punti, linee, curve e forme) possono essere composte e ricomposte per dare origine ad immagini diverse. Questo frantuma il rigore chiuso del quadro trasformandolo da disposizione ordinata di oggetti o immagini in un qualcosa di “dinamico”, consentendo al lettore di ricomporlo o sfrangiarlo a suo piacimento senza con questo allontanarsi mai dalla decoratività fissa, standard, del quadro stesso.“Opere d’arte come le abbiamo appena descritte possono, in un primo impatto, sembrare risolte di getto; invece sono il risultato di un lungo lavoro di equilibratura, dilatando e restringendo gli spazzi bianchi sintanto che non si raggiunge un ordine, che non è quello della tavola pitagorica ma quello piuttosto della natura, delle geometrie descritte dai campi arati, delle figure che tracciano sulle colline le diverse colture, del mare lontano, di un immagine consueta trasformata in un puzzle o della rappresentazione di un simbolo al suo grado zero di sviluppo espressivo, nella sua pura essenza”.


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