La linea d’ombra

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Periodo
dal 29 apr 2018 al 3 giu 2018

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Luogo
Corte Zavattini 31
Corte Zavattini 31
Cesena

Categoria evento

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Dettagli evento

LA LINEA D’OMBRA
In rete con la Biennale del Disegno di Rimini,la mostra raccoglie opere grafiche, disegni e animazioni. Nuove forme espressive e sperimentazioni del disegno.

 

Da domenica 29 aprile fino a domenica 3 giugno gli spazi di CORTE ZAVATTINI 31 (Cesena) ospiteranno la mostra LA LINEA D’OMBRA, a cura di Roberta Bertozzi e Stefano Franceschetti, realizzata in rete con la Biennale del Disegno di Rimini. Terzo e ultimo progetto espositivo dei CANTIERI CRISTALLINO, che da gennaio 2018 hanno indagato le diverse declinazioni dei simboli politici nel nostro presente. La mostra raccoglie le opere grafiche, i disegni e le animazioni di oltre venti artisti, studenti ed ex-studenti della Scuola del Libro di Urbino, per una indagine sulle forme espressive del disegno nelle sue nuove sperimentazioni.

Rojna Bagheri, Alice Bartolini, Ahmed Ben Nessib, Andrea Bonetti, Samuele Canestrari, i collettivi Cavallino e Cono, Marta Di Carlo, Veronica Guerra, Giulia Marcolini, Anna Sophie Marten, Elisa Mossa, Alessandra Romagnoli, Carola Rossi, Francesco Ruggeri, Serena Saltarelli, Giuseppe Scala, Alberto Stella: questi i nomi degli artisti invitati a partecipare, in una sorta di chiamata collettiva intesa a rendere giustizia della singolarità di ogni esperienza e della sua capacità di mettersi in dialogo con altre esperienze parallele, sia secondo una linea di continuità, sia per tagli e frizioni.

Il titolo della mostra rimanda a un famoso racconto di Joseph Conrad, in cui il tema del passaggio all’età adulta è centrale. Nell’esporre l’opera di questi giovani artisti è nostra intenzione mettere l’accento proprio sulla prospettiva generativa e generazionale, sullo svilupparsi di un gesto in ciò che facciamo, gesto che a poco a poco diventa la nostra identità, il nostro carattere.
Se nel disegno spontaneamente si realizza, fin dall’età infantile, la coesistenza della visione e della comprensione, non seguendo una formula ma per brancolamenti, traducendo lo spazio e le cose così come d’improvviso ci si stagliano di fronte, tramite il disegno, nella sua pratica continuativa, per via di progressivi aggiustamenti si sviluppa la nostra relazione con il mondo circostante e la nostra certezza individuale.

Come scrive Jean François Billetter: “Per approssimazioni successive, la mano trova il gesto giusto. Lo spirito registra risultati e a poco a poco ne ricava lo schema del gesto efficace, che è di una grande complessità fisica e matematica, ma semplice perché lo spirito lo possiede. Il gesto è una sintesi. Questo fatto ha una portata considerevole. L’adulto non si rende più conto che ha dovuto compiere un lavoro di sintesi per mettere a punto ciascuno dei gesti che formano il fondamento della sua attività cosciente, compresa l’attività intellettuale”.

È per questo motivo che nell’ambito della mostra troveranno spazio anche le bozze, le opere incompiute, gli schizzi e gli studi di questi artisti, nell’ottica di dare rilievo anche agli esercizi preparatori come espressione della genesi che accompagna ogni sintesi – del suo magma evolutivo, del percorso che porta alla definizione di una esperienza, e che risulta sempre privo di quelle ostentazioni stilistiche così tipiche negli artisti che hanno alle spalle un più lungo percorso (nei quali spesse volte il gesto tende a fossilizzarsi in una vacua ripetizione accademica).

A un certo punto, sempre nel racconto di Conrad, il protagonista afferma: “La gente ha una grande opinione sui vantaggi dell’esperienza. Ma sotto un certo profilo, esperienza significa sempre qualcosa di spiacevole, in contrasto con il fascino e l’innocenza delle illusioni”. Questo progetto espositivo, che chiude le riflessioni portate avanti quest’anno dai Cantieri Cristallino in attesa della 6^ edizione del Festival che partirà a settembre 2018, vuole essere un omaggio al coraggio creativo, alle idealità e al sapere, a tutta quella urgenza di vita che caratterizza le giovani generazioni, cui troppo spesso non viene dato credito. Il mancato “passaggio di testimone” è un forte simbolo politico delle nostre società contemporanee, così atavicamente impermeabili all’innovazione e al ricambio, legate a un conservatorismo generazionale che nega una visione in prospettiva e che rischia di congelare ogni ipotesi futurante.

LA LINEA D’OMBRA
a cura di Roberta Bertozzi e Stefano Franceschetti
Vernissage domenica 29 aprile H 18
Corte Zavattini 31_Cesena
Dal 29 aprile al 3 giugno 2018

da giovedì a domenica dalle ore 17 alle ore 20


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