Maestri del Contemporaneo in Mostra

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Periodo
dal 1 dic 2018 al 20 dic 2018

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Luogo
Galleria d'arte Contemporanea Studio C
via Giovanni Campesio, 39
Piacenza

Categoria evento

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Dettagli evento

Galleria d’Arte Contemporanea

STUDIO C”

via Giovanni Campesio, 39

29121 Piacenza

cell: 348-8703060

e mail: studio.c.immagine@gmail.com

MAESTRI DEL CONTEMPORANEO IN MOSTRA

(SECONDA EDIZIONE)

1 – 20 DICEMBRE 2018

 

Alla Galleria d’Arte Contemporanea “STUDIO C” di via Giovanni Campesio 39 si inaugura sabato 1 dicembre, alle ore 18, la seconda edizione della Rassegna “ Maestri del Contemporaneo in mostra”. Tale rassegna viene quest’anno ripetuta visto il successo della precedente edizione al punto da essere espressamente richiesta da un vastissimo numero di appassionati, collezionisti ed operatori che, con le loro osservazioni, hanno più volte messo in evidenza le positive caratteristiche dell’iniziativa. Una mostra, questa, che consentirà di spaziare all’interno di varie espressioni e di vari momenti creativi, dal figurativo interpretato fino all’informale mettendo però in evidenza, di ogni artista, i percorsi, le ricerche e i risultati conseguiti nel corso degli anni. Nel complesso, dunque, una rassegna che si preannuncia particolarmente variegata e interessante perchè propone ai visitatori, come ormai è tradizione della galleria, un itinerario storico-cronologico all’interno della Storia dell’Arte, dagli anni cinquanta ai nostri giorni, ricorrendo a nomi già noti e apprezzati dal pubblico piacentino per le loro precedenti apparizioni in svariate manifestazioni d’arte e ad alcune new entry di particolare interesse.

Questi i nomi degli artisti invitati e le provincie di provenienza:Marco Borgianni (FI), Franco Crocco (RM), Alessandro Docci (MB), Renzo Eusebi (BG), Emanuela Franchin (VE), Alfonso Mangone (SA), Vittorio Polastri (PC), Carla Veronese (PD).

Marco Borgianni (FI): artista di rilievo internazionale, con alle spalle mostre prestigiose tenute in tutta Italia, in Europa e poi negli Stati Uniti d’America, Giappone, Marocco e Canada, pratica un’espressione colta dove gli echi e i rimandi della grande tradizione storica si uniscono e armonizzano con la modernità e l’interpretazione dei nostri giorni. Così il corpus complessivo della sua creatività si sviluppa e si articola attraverso i due estremi della rappresentazione: da una parte l’approccio figurativo classico (come bene si evidenzia dalle sue figure forti e potenti) e dall’altro una interessante e coinvolgente forma di sperimentazione che distilla il reale attraverso l’uso di materiali e ossidazioni che intervengono con gradualità e sapienza sulla resa estetica e i suoi fondamenti concettuali. Lo stesso vale per la scultura, dove Borgianni è maestro. Qui l’artista si esprime prevalentemente con forme anatomiche morbide e arrotondate a richiamare immagini fetali e fecondità, simboli della vita e della rigenerazione. Le sue sculture sono un vero e proprio inno alla bellezza e al corpo femminile. Sono fatte di terra, bronzo e marmo e recano dentro la nobiltà della statuaria classica pur nella trasmutazione e nella metamorfosi del contemporaneo. Opere intense e raffinate, rivelatrici di una tecnica eccezionale, dono che, nell’antica Grecia, gli Dei concedevano solo a pochi ed eletti mortali per renderli simili a loro.

Franco Crocco (RM): pittore, incisore e docente di discipline pittoriche, Franco Crocco è artista di vasta esperienza e dall’ampio e articolato curriculum critico-espositivo. Dopo un periodo dedicato al figurativo, (si ricordi a questo proposito la mostra “Omaggio a Giovanni Segantini” tenuta nel 2000) Crocco è stato letteralmente affascinato dalle Avanguardie Storiche e in particolare dall’Espressionismo Lirico e dall’Informale, iniziando quindi un nuovo e interessante percorso all’interno della così detta “Pittura d’emozione”, ricorrendo anche all’utilizzo di svariati materiali poveri e/o di riciclo che, nella composizione generale delle opere, vengono ad arricchire la percezione visiva dell’osservatore coinvolgendo anche la sfera sensoriale e in particolare quella tattile. Così, nelle sue opere, il colore, sapientemente usato e controllato, rivela in continuazione mutazioni mentali ed emozionali che riflettono il tempo e lo spazio dell’umano esistere e la perpetua metamorfosi delle categorie cognitive. Coinvolgente anche il suo segno che sovente si spezza e si frammenta, si restringe e poi, improvvisamente, si dilata e si espande seguendo le stratificazioni, gli spessori e i ritmi dei materiali che dinamizzano lo spazio, costruiscono accordi, suggeriscono corrispondenze ed equilibri.

Alessandro Docci (MB): quella di Alessandro Docci è una personale e singolarissima espressione Informale fatta prevalentemente di segno, gesto e colore. Ormai da diversi anni l’artista lombardo è impegnato ad un ambizioso progetto che ha come obiettivo fondamentale quello di intendere e concepire l’arte come linguaggio universale capace di unire culture e tradizioni diverse, strumento di pace e libertà, veicolo di serena convivenza e di civile progresso. Da questo progetto, dunque, nasce e prende vita la serie di dipinti ispirati e dedicati alle città, a quelle italiane, prima di tutto, e poi a quelle di tutto il mondo. I suoi dipinti, pertanto, si presentano come mappe, visioni prese dall’alto in versione satellitare, ma trasformate e modificate poi dal magico intervento della pittura e da una sua felice intuizione: quella di inserire, all’interno di ogni dipinto, un vero e proprio alfabeto, un codice espressivo, un insieme di lettere, verosimili o immaginarie, che nella loro conformazione grafica, attingono alla cultura della città rappresentata. Espressione fortemente coinvolgente, quella di Alessandro Docci, soprattutto oggi che viviamo tempi di grandi immigrazioni, di esodi biblici, di nuovi e diversificati incontri.

Renzo Eusebi (BG): importante personaggio dell’attuale panorama artistico nazionale, Renzo Eusebi ha tenuto mostre in tutto il mondo da Basilea a New York, da Chicago a San Francisco, da Philadelphia a Dallas. A partire dagli anni 70 inizia una lunga e paziente opera di studio e approfondimento dei nuovi linguaggi artistici approdando quindi ad un’espressione di forte impatto scenografico dove, sulla materia densa e corposa, interviene con invenzioni e materiali, soprattutto indumenti, che vogliono essere e rappresentare una condizione, un momento di sofferta riflessione sull’uomo contemporaneo, un forte richiamo culturale sull’esistenza. Opere intense, imponenti anche per dimensioni, nelle quali l’artista, attraverso l’esposizione dei propri indumenti, a volte anche intimi, intende in realtà esporre se stesso, la sua condizione umana ed esistenziale, il suo pensiero. Sono, questi, anni di intenso lavoro e di forte creatività che, gradualmente portano Eusebi verso altri lidi e altre ricerche. Il nostro artista inizia a sentire il fascino del cosmo e dello spazio e sulle grandi superfici monocromatiche dei suoi dipinti interviene con il suo gesto perentorio e deciso lacerando la materia e strappando il supporto. Infine Eusebi giunge all’attuale momento espressivo, quello dello spazio frazionato, suddiviso e ricomposto. Nascono così i suoi polittici e la sue sculture raffinate ed eleganti, veri e propri progetti di moderna architettura, nuovo modo in intendere e concepire lo spazio sia esso cosmico o, più semplicemente, antropico.

Emanuela Franchin (VE): nata e residente a Vigonovo (VE), Emanuela Franchin è un’artista di lunga esperienza e dall’ampio e articolato curriculum critico-espositivo. Tra le sue innumerevoli esperienze anche l’adesione al “Metaformismo” di Giulia Sillato per la sua straordinaria capacità di interpretare la forma, per la libertà del gesto e la fluidità del segno. Dopo un avvio figurativo, caratterizzato da un’espressione di carattere prevalentemente naturalistico, la nostra artista ha iniziato a sentire il fascino delle Avanguardie Storiche, dell’Espressionismo lirico e dell’Informale, soprattutto, iniziando quindi una profonda metamorfosi tecnico-espressiva, una fase di straordinario mutamento estetico-formale fatto di colore, gesto e materia. Ne sono chiara dimostrazione le due opere che l’artista presenta in questa rassegna: si tratta di dipinti tutti ispirati all’interiorità, all’ascolto delle voci misteriose e segrete dell’animo umano. Qui la stesura è corposa e materica, ma il risultato finale risulta delicato e leggero, sensuale e poetico. C’è, in questa artista, un senso innato del colore e un timbro cromatico che, pur attingendo dalla grande e storica tradizione veneta, riesce tuttavia a farsi moderno e contemporaneo per le felici intuizioni tecniche, per la personalissima interpretazione e l’uso libero e spontaneo della materia pittorica.

Alfonso Mangone (SA): artista di grande rilievo, Alfonso Mangone vanta la partecipazione a rassegne di altissimo livello, la collaborazione e la frequentazione di importanti e qualificati personaggi della cultura internazionale nonché un’intensa attività espositiva a livello europeo, Germania e Olanda in particolare. Pittura di derivazione Espressionista, questa, e vicina ai Fauves per l’intensità cromatica, ma fortemente autonoma e personale, libera e sentita, percorsa dall’emozione e dal sentimento. Mangone esegue di getto, seguendo l’impeto del momento, il suo estro creativo, interpretando liberamente le proprie sensazioni e il proprio stato d’animo. Con questa scrittura libera e veloce ci offre così opere intense ed emozionanti riferite al paesaggio urbano e al traffico delle grandi metropoli, a porti marittimi e fluviali percorsi dalla concitazione e dal caos operoso: sono visioni colte al momento, istantanee, momenti di vita vera catturati nel corso del vivere quotidiano, dai suoi numerosi viaggi e spostamenti (Attravesrsocittà è, infatti, un intero ciclo della sua produzione).

Stupisce, nelle opere presentate dall’artista in questa rassegna, la sua capacità di saper alternare l’uso di colori forti e squillanti a variazioni quasi monocromatiche o comunque giocate sulla bicromia del bianco e nero quasi a voler rendere la patina del tempo, il trascorrere lento, ma inarrestabile degli anni e del destino.

Vittorio Polastri (PC): ogni incontro con Vittorio Polastri, noto e apprezzato pittore piacentino, è una preziosa occasione per riflettere sul significato della vita, sull’alto valore della solidarietà e dell’incontro con gli altri. Ormai da diversi anni, infatti, Vittorio è seriamente impegnato in un’ardita ed encomiabile impresa volta ad alleviare i disagi delle popolazioni Africane e così, tutti i ricavi dei suoi dipinti, vengono devoluti a questa nobile causa. Fino ad oggi i suoi sforzi hanno contribuito alla realizzazione di diversi pozzi in Uganda, di tre scuole in Kongo e la ristrutturazione di un ospedale in Kenja. Lungo e interessante il suo percorso all’interno dell’espressione artistica. Prima “figurativo” con opere rivolte prevalentemente alla descrizione dei nostri paesaggi, è gradualmente pervenuto all’attuale produzione caratterizzata da un Surrealismo intenso e personale fatto di forme dilatate e di volute e ricercate deformazioni anatomiche. Pittura dove la natura umana si veste di simbologia e la potenza fisica assume i connotati del mito. Espressione potente e rivelatrice di forte personalità, mossa dalla creatività e dalla ricerca del fantastico a significare le difficoltà dell’esistenza e la forza del pensiero.

Carla Veronese (PD): di origini venete, (è nata in provincia di Rovigo e negli anni 70 si è trasferita a Padova) oggi Carla Veronese vive e lavora in provincia di Piacenza, sulle prime colline della Val d’Arda. Dopo un periodo dedicato interamente al design di mobili e oggetti d’arredo, con particolare attenzione per l’ambiente inteso come luogo di conoscenza, relazione e scambio esperienziale, ha iniziato una vera e propria ricerca artistica all’interno della forma e del colore, un modo autentico, originale ed esclusivamente suo, per comunicare sensazioni ed emozioni. Ancora oggi il legno, elemento bellissimo e naturale, costituisce la base di ogni sua opera. Carla ha un rapporto unico e privilegiato con questo materiale, un filing del tutto speciale, quasi un dialogo intimo e profondo che le consente di scegliere per ogni dipinto il legno giusto, la patina corrispondente, il colore e il calore più idoneo. Così i suoi lavori si presentano sempre come una via di mezzo tra pittura e scultura, come proiezione coraggiosa ed esteticamente perfetta verso la terza dimensione. Interessanti e fortemente contemporanee le tematiche affrontate dall’artista: la solitudine dei nostri giorni, la globalizzazione, l’ambiente, la freddezza nei rapporti interpersonali, il significato recondito della vita, viaggio e approdo di luoghi ed esperienze.

La Rassegna, che sarà presentata dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, terminerà il 20 dicembre.

Orari: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30. Lunedi chiuso.

 


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