Opera morta “si tout est sculpture pourquoi faire de la sculpture?”

Sto caricando la mappa ....

Periodo
dal 6 ott 2018 al 15 gen 2019

Consulta i Dettagli evento
per orari e giorni di chiusura.

Luogo
OTTO Gallery
Via D'Azeglio 55
Bologna

Categoria evento

Ads
bannerhome

Dettagli evento

OTTO Gallery Arte contemporanea

inaugura sabato 6 ottobre 2018, alle ore 19.00

la mostra

Opera morta

si tout est sculpture pourquoi faire de la sculpture?”

a cura di Simone Ciglia

Davide Mancini Zanchi, Daniele Puppi, Giovanni Termini, Eugenio Tibaldi

 

Opera morta “si tout est sculpture pourquoi faire de la sculpture?” è una mostra che si propone d’interrogare lo statuto della scultura contemporanea in Italia attraverso una selezione di quattro autori appartenenti a diverse generazioni.

Opera morta è un termine preso in prestito dalla nautica, dove indica la porzione dello scafo di un’imbarcazione al di sopra della linea di galleggiamento. Attraverso questa metafora, si vuole indicare la natura fluttuante del fare scultoreo, entrato nell’epoca postmoderna in un “campo espanso” – come rilevato da Rosalind Krauss – che ne ha esteso le possibilità in maniera virtualmente illimitata. La questione allora è quella che si poneva l’artista Ben Vautier in una sua opera: se tutto è scultura perché fare della scultura?” Gli artisti presenti in questa mostra articolano una risposta – che non può essere conclusiva – attraverso una pluralità di posizioni.

La pratica di Giovanni Termini (Assoro, 1972) è fortemente radicata nel linguaggio plastico, erede di una precisa linea italiana. L’artista esprime una concezione costruttiva del medium che trova la matrice fondamentale nel fare dell’homo faber, riattivando materiali e processi provenienti da mondi diversi, come quello del lavoro.

Con un’attitudine improntata a una leggerezza calviniana, Davide Mancini Zanchi (Urbino, 1986) rivisita alcuni archetipi dell’arte – come l’astrazione – aprendone i confini verso il valore d’uso, in una dialettica fra la tradizione aulica della storia dell’arte e l’iconografia popolare più banale.

Il lavoro di Eugenio Tibaldi (Alba, 1977) indaga le nozioni di margine e periferia secondo una molteplicità di prospettive – sociale, economica, politica, geografica. Attraverso una pratica fondata sulla ricerca sul campo, l’autore mette in atto processi partecipativi che trovano la sintesi in una riflessione personale formalizzata in un’opera sempre rispettosa delle ragioni dell’altro.

Daniele Puppi (Pordenone, 1970) espande l’immagine in movimento e il suono attraverso un investimento dello spazio, concepito come «potenziale di forze in movimento». Il cinema è una fonte importante nell’immaginario dell’artista, che lo rianima attraverso un dispositivo tecnologico indirizzato al coinvolgimento dello spettatore.

________________________________________________________________

SCHEDA TECNICA

Mostra: Davide Mancini Zanchi, Daniele Puppi, Giovanni Termini, Eugenio Tibaldi

Titolo: Opera morta “si tout est sculpture pourquoi faire de la sculpture?”

A cura di:Simone Ciglia

Inaugurazione: sabato 6 ottobre 2018, ore 19:00

Durata: 6 ottobre 2018 – 15 gennaio 2019

Sede: OTTO Gallery Arte contemporanea, Via D’Azeglio 55

40123 Bologna, tel. 051.6449845

www.otto-gallery.it – info@otto-gallery.it

Orari di galleria: martedì – sabato 10:30/13:00 e 16:00/20:00 – domenica e lundì su appuntamento


Condividi subito l'evento Opera morta “si tout est sculpture pourquoi faire de la sculpture?” su: