Veloci-Raptor, la mostra personale di Enrico Manera

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Periodo
dal 3 ott 2019 al 8 dic 2019

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Luogo
Il Margutta Veggy Food & Art
via margutta, 118
Roma

Categoria evento

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Dettagli evento

LA MOSTRA – La storia dell’arte si fa pop e il pop diventa trash, riempiendosi di scarabocchi e graffiti, come murali di una periferia abbandonata. Così sopra il simbolo compaiono i relativi constrasti, sopra la grande opera d’arte, invece, piccole immagini, sempre ben collegate, come figurine di un album da collezione.

 Aprirà giovedì 3 ottobre alle ore 19, “Veloci-Raptor” con le opere di Enrico Manera, figlio ed erede della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo. L’esposizione, che apre la nuova stagione espositiva del ristorante vegetarianoIl Margutta Veggy Food & Art, a Roma, in via Margutta 118, è voluta e curata dalla Daniele CiprianiArte, sostenuta e ideata da Tina Vannini e con testo di presentazione firmato dal giornalista e curatore Maurizio Sciaccaluga (1963 – 2007). Saranno esposte 17 opere, tutte a colori, in diversi formati, nonché il ritratto di Manera fatto da Mario Schifano nel 1978. Sarà visitabile sino a domenica 8 dicembre. Ingresso libero. 

LE OPERE IN MOSTRA – Enrico Manera,nelle sue opere, prende di mira anche i principali colossi del cinema mondiale e i principali simboli della cultura italiana e, in generale, occidentale. Poi li unisce e li riempie di altre immagini, di scarabocchi, di pensieri scritti di getto, ma mai senza un senso preciso. Inonando di nuovi significati che si fondono assieme, contaminando quello del soggetto principale dell’opera. Racconta, nel suo stile dissacrante e un po’ cruento, l’ingordigia di Wall Street, i capolavori di Michelangelo e di Caravaggio, peculiarità e storie di regioni e Paesi. Senza risparmiare niente e nessuno, né i colossi dell’Arte né lo star-system di oggi, citando il Vecchio per raccontare il Nuovo, mostrando l’Altro per raccontare il Sè. Enrico attacca convenzioni e ideologie, per mostrare ciò che vi nasconde.

“Nella ricerca dell’autore – scrisse Maurizio Sciaccaluga -le vicende recenti dell’umanità, le icone che rappresentano lo status quo del mondo di oggi, perfino le figure emblematiche della storia dell’arte e del pensiero, sono passate attraverso un setaccio fatto di toni roboanti e lucenti, grazie ai quali l’esagerazione dello stile finisce con lo svelare l’assurdità e l’ingiustizia profonda delle cose: l’artista scava e scruta tra le debolezze umane, nelle ferite e nelle lacune del passato dell’umanità, e ridicolizzando errori e orrori compie, a nome collettivo, una specie di emendatio: scaricati sulla tela, sbattuti nelle prima pagina del quadro, le colpe e i debiti possono almeno per un momento essere considerati estinti, pagati. Insomma, ci si può anche ridere sopra, seppure di un riso amaro, caustico, acre”.

LA SCUOLA DI PIAZZA DEL POPOLO - L’esperienza artistica della Scuola di Piazza del Popolo nasce negli anni Sessanta con gli artisti Mario Schifano, Giosetta Fioroni, Tano Festa e Franco Angeli, che erano soliti riunirsi al Caffè Rosati di piazza del Popolo o presso la Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis. Ad essi si unirono successivamente anche Pino Pascali, Francesco Lo Savio, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Jannis Kounellis, Cesare Tacchi e Umberto Bignardi. Il più giovane del gruppo fu proprio Enrico Manera, che aveva aderito a tale avanguardia verso la metà degli anni Settanta.

 “E’ un onore per noi iniziare la nuova stagione espositiva – spiega Tina Vannini, titolare del ristorante Il Margutta- con una mostra interamente dedicata a Edoardo. Per lui, infatti, questa rappresenta una sorta di ritorno a casa, quasi alle origini, dato che ha frequentato e amato questi luoghi, tra Piazza del Popolo e Piazza di Spagna, via Margutta e via del Babuino, per decenni, come ha rivelato nel suo “Café des artistes”. In questa zona non solo la sua arte, ma anche tutta quella italiana, cambiava e cresceva”.

 L’ARTISTA - Fratello dell’attore e regista Gianni Manera, l’artista debutta nel cinema come attore, con lo pseudonimo di Joseph Logan, nel 1966 nel film “Omicidio per appuntamento”, ma in seguito compare anche in alcuni film girati dal fratello. Ha lavorato anche con i registi Giuliano Montaldo, Mino Guerrini e Massimo Pupillo. Come pittore, invece, debutta nella metà degli anni Settanta aderendo alla Scuola di Piazza del Popolo. Dalla sua prima mostra, era il 1977, ne sono seguite oltre cinquanta, tra personali e collettive.


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