Volevo fare l’astronauta

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Periodo
dal 18 mar 2018 al 22 apr 2018

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Luogo
Basement Project Room | arte contemporanea
Via Tommaso d'Aquino, 26
Fondi

Categoria evento

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Dettagli evento

Nella cornice di una barba niente pretenziosa e armato di una ironica compostezza,
Francesco Liggieri presenta figure calme e serene, piccoli uomini desiderosi che
procedono arditamente nella propria vita senza dispersioni e senza voler misurare il
proprio tempo.
Accanto al colore c’è il disegno che segna contorni di oggetti e figure: l’appiattimento
del fondo che non presenta soluzione di continuità, costituito dalla mancanza di
prospettiva, è attutito da un senso di relativa profondità dalle figure trattate in termini
abbastanza realistici che diventano consistenti e materiali, contingenti e mutabili
nello studio in digitale e, in definitiva, come permanenti, nella trasformazione
compiuta sul supporto pittorico.
Tutto sembra governato dalle leggi dell’affettività: lo spazio ed il tempo, sospesi
anch’essi, sono irreali. Che cos’ha di speciale il blu, l’azzurro, per essere usato in
maniera così dominante? È la maestosità del mistero, è una malinconica profondità:
è il tipico colore del cielo, e la sensazione che crea è di riposo. Il chiaro di luna,
l’acqua. Il più antico dei colori sintetici, venerato nel Medioevo come simbolo della
purezza divina.
Dal figurativo all’astratto, le vivaci composizioni presenti in mostra colpiscono per il
loro gioco di colori e contrasti, lo sfruttamento di strategie decorative e l’economia
dei mezzi. Di piccole dimensioni e di medio formato, la scala dei lavori cresce
insieme alle ambizioni di un bambino che vuole fare l’astronauta. La mostra è stata
animata da questo desiderio di conservazione del desiderio per non tradire il
bambino che è vivo in ognuno di noi: ogni lavoro, difatti, offre una considerazione di
ritagli personali, famigliari, associativi.
Ogni bambino ha voluto almeno una volta fare l’astronauta nella sua vita.
C’è qualcosa, in questa volontà e nella parola desiderio, che si emancipa da una
serie di matrici che questa parola ha storicamente: in fondo, quando si usa questa
parola bisognerebbe reagire ad una tendenza che è stata quella di schiacciare il
termine desiderio sul termine dell’istintualità, del bisogno primario o anche della
dimensione della pulsione. Problematizzando questo schiacciamento e questa
identificazione, il desiderio non è istintuale, non è il desiderio primario, non è la
pulsione, ma è qualcosa che caratterizza in modo assolutamente specifico l’essere
dell’uomo. Tuttavia, il desiderio sarebbe non tanto l’elemento caotico, capriccioso,
instabile che caratterizza l’esistenza, ma sarebbe piuttosto l’elemento ordinatore
dell’esistenza, una “vocazione” che orienta, guida, struttura l’esistenza la cui matrice
è indubbiamente infantile. Il desiderio non è il turacciolo sulle onde, ma è ciò che
imprime un orientamento all’esistenza umana, da cui scaturisce la felicità se si
rimane fedeli a questa vocazione, al costo di generare una vita capace di dare frutti.
Lì dove si è in grado di percepire ed ascoltare questa chiamata del desiderio, non
bisogna che sia né disciplinata né cavalcata, ma solamente assecondata. In questo
senso, il desiderio di Francesco Liggieri è l’alternativa etica al capriccio, è la
responsabilità di non sottrarsi a questa vocazione che sopravanza ma di affidarsi
quasi totalmente alla propria chiamata, che non è un gesto che si fa una volta per
tutte, ma che va rinnovato costantemente sotto il segno della fedeltà che è l’unico
criterio di felicità possibile su questa terra.
Al di là di ogni scelta formale, ciò che conta davvero è l’ambizione che ogni bambino
si prefigge di avere: il desiderio di liberarsi di ogni retaggio, di sfidarsi, di andare oltre
e fluttuare nell’assenza di gravità a cui la vita ci sottopone giorno dopo giorno.
Guardare gli occhi di un bambino che vuole fare l’astronauta, ci permette di dilatare
l’orizzonte del tempo – inteso come tempo spazializzato -, di cedere alla sua
vocazione, vera o presunta che sia: rinunciando ad ascoltare la chiamata del proprio
desiderio, tradendola e sottraendosi, in qualche modo si fa ammalare la propria vita.
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Francesco Liggieri
Volevo fare l’astronauta
inaugurazione Domenica 18 Marzo h 18.30
dal 18 marzo al 22 aprile 2018
orari
mercoledì – sabato 16.00 – 20.00 e su appuntamento

media partner: frizzifrizzi.it
Basement Project Room | arte contemporanea
Via Tommaso d’Aquino 26, Fondi (LT)
www.basementprojectroom.tumblr.com
basementprojectroom@gmail.com
T. 3292753063

 

 


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